A week of Design Digital Thinking in Barcelona.

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This is the blog of EMISEI – Empowering Migrants Improving Social European Inclusion – founded by the ERASMUS PLUS programme More info: http://bit.ly/2gIrkjG

The design of learning paths is a central element in the contemporary cultural scenario. Not only in the places where it takes place in a privileged way (schools, training organisations, cultural institutions), but in all the paths of knowledge acquisition. The variety of information resources available; the diversification of environments (also online) and of the possibilities of access to resources requires people and educational and non-educational institutions, interested in ERASMUS PLUS projects, to create methodological and heuristic tracks able to guide and facilitate these processes. There is a demand for competences from the world of work that includes knowledge, skills and character qualities such as tenacity, curiosity and initiative. Among the fundamental skills are those related to the sphere of design language, knowledge of scientific principles, ICT, financial and cultural aspects in a broad sense. While competences include critical thinking and problem solving, creativity, communication and collaborative skills. Increasingly, organisations and their staff are being asked to become designers and active creators of learning pathways for young and adult learners, including materials and forms of interaction with other stakeholders.  Thus, a design intelligence is required that affects a wide range of everyday actions and that could be exercised in formal and informal learning contexts. The design of user-centred materials and products is an increasingly consolidated process, and increasingly the design of such elements itself is moving from industry to contexts of use, according to the triad industry, development team, research. In this way, on the one hand we have a design and development process that is more and more interested in the real needs of the recipients; on the other hand, these processes presuppose an increasingly close relationship and collaboration between different figures and professionals.

In Barcelona from the 20th to the 25th of March, we had the opportunity to discuss design-based processes as a strategic element for educational research; when design takes place in real contexts, through composite design teams, in an iterative form and oriented to the dynamism of the process. In particular, the framework of design thinking, used as a methodological support for participatory development processes. Design-thinking, used in engineering design, in the conception of new products for the market, in design in the strict sense of the word, and subsequently also in the educational sector, represents a framework capable of enhancing a transversal competence: the ability to conceive and co-design innovative and customised solutions involving the recipients or users as they are defined.

At the end of the course, we take home the experience of using design thinking to create shared, open, truly innovative proposals. And in order for them to really be implemented, design thinking processes need sharing, collaboration between actors from different contexts and with heterogeneous roles, and above all, the ability to listen and the patience to give the physiological time that all participatory co-creation processes require.

Ana Maria Solis

Una settimana di Design Digital Thinking a Barcellona.

La progettazione dei percorsi di apprendimento costituisce un elemento centrale nello scenario culturale contemporaneo. Non soltanto nelle sedi in cui essa avviene in maniera privilegiata (scuola, enti di formazione, istituzioni culturali), ma in tutti i percorsi di acquisizione della conoscenza. La varietà delle risorse informative disponibili; la diversificazione degli ambienti (anche online) e delle possibilità di accesso alle risorse richiede alle persone e alle istituzioni educative e non, interessate ai progetti ERASMUS PLUS, di creare piste metodologiche ed euristiche in grado di orientare e facilitare tali processi. C’è una richiesta di competenze da parte del mondo del lavoro che include saperi, abilità e qualità caratteriali come la tenacia, la curiosità, lo spirito di iniziativa. Tra le abilità fondamentali ci sono quelle legate alla sfera del linguaggio della progettazione, alla conoscenza dei principi scientifici, alle ICT, agli aspetti finanziari e culturali in senso ampio. Mentre tra le competenze si ritrova il pensiero critico e il problem solving, la creatività, l’abilità comunicativa e quella collaborativa. Alle organizzazioni e i loro staff, sempre di più, viene richiesto di diventare progettisti e attivi creatori dei percorsi didattici per studenti giovani e  adulti, inclusi i materiali e le forme di interazione con altri stakeholder.  Si richiede dunque un’intelligenza progettuale da interessare le azioni quotidiane più diverse e che si potrebbe esercitare nei contesti di apprendimento formali e informali. La progettazione di materiali e prodotti centrati sull’utente è un processo sempre più consolidato, sempre di più la stessa progettazione di tali elementi si sposta dall’industria ai contesti d’uso, secondo la triade industria, team di sviluppo, ricerca. In questo modo si ha per un verso un processo di progettazione e sviluppo sempre più interessato ai reali bisogni dei destinatari; per l’altro tali processi presuppongono una relazione e collaborazione sempre più stretta tra figure e professionalità differenti. 

A Barcellona dal 20 al 25 Marzo, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci sui processi design-based come elemento strategico per la ricerca educativa;  quando la progettazione avviene in contesti reali, attraverso team di progettazione compositi, in forma iterativa e orientata alla dinamicità del processo. In particolare, la cornice del design thinking, utilizzato come supporto metodologico per i processi di sviluppo partecipativo. Il design-thinking , adottato nell’ambito della progettazione in campo ingegneristico, nell’ideazione di nuovi prodotti per il mercato, nel design inteso in senso stretto e successivamente traslato anche nel settore educativo, rappresenta un framework in grado di valorizzare una competenza trasversale: la capacità di ideare e co-progettare soluzioni innovative e personalizzate coinvolgendo i destinatari o users come vengono definiti.

Al termine del percorso, ci portiamo a casa, l’esperienza sull’utilizzo del Design thinking, per la creazione di proposte condivise, aperte, realmente innovative. E perché realmente possano essere messo in atto, i processi di  Design thinking hanno bisogno della  condivisione, della collaborazione tra attori provenienti da diversi contesti e con ruoli eterogenei e, soprattutto, della capacità di ascolto e della pazienza di dare il tempo fisiologici che  tutti i percorsi partecipativi di co-creazione necessitano.

Ana Maria Solis